Assegnato il Premio Campione al video promosso dalla Flai CGIL

“Una preparazione lunga mesi, la produzione delle cozze è una filiera complessa, più di quanto si immagini. Nica Ruggiero ce la racconta attraverso un vero e proprio viaggio realizzato a fianco dei mitilicoltori mostrandoci il lavoro che si nasconde dietro una delle principali attività economiche di Taranto”.
E’questa la motivazione con cui l’Ordine dei Giornalisti di Puglia ha assegnato a Nica Ruggiero, responsabile dell’ufficio stampa della Cgil regionale, il Premio Campione, giornalista di Puglia, nel settore internet, sezione cronaca, con il documentario sulla mitilicoltura a Taranto. Nel Teatro Petruzzelli di Bari, la cerimonia di consegna dei premi ai giornalisti pugliesi per i settori carta stampata, web e radio-tv.

L’idea, spiega Lucia La Penna, Segretario Generale Flai Cgil Taranto, è nata a maggio scorso quando la categoria dei lavoratori dell’agroindustria ha deciso di mettere in piedi l’iniziativa dal titolo “Pesca, Lavoro, Futuro”, nell’ambito della campagna nazionale Flai “Che pesci prendere?”.

Pur producendo economia e garantendo lavoro per intere famiglie, il settore della pesca nel capoluogo jonico, negli ultimi anni, ha attraversato un momento di difficoltà di cui ancora ne risente gli effetti, legato alle condizioni ambientali della città, a causa della contaminazione del mar Piccolo da PCB e diossine provenienti dall’Ilva, dalle attività della cantieristica navale e dai tanti scarichi incontrollati. Problemi ai quali si aggiunge la concorrenza sleale, spiega Lucia La Penna, attraverso le attività abusive non soggette ai controlli Asl, a cui invece deve essere sottoposto il pescato. Il grido di allarme dei mitilicoltori è stato raccolto da Michele Ventrella, editore di Mediareport.tv che ha voluto pubblicare sulla sua testata giornalistica on line, il documentario realizzato da Nica Ruggiero, con i cameraman Michele Palermo e Giuseppe Viviani, in barca insieme ai mitilicoltori tarantini per una intera giornata.

Ne è venuto fuori un racconto dei lavoratori della pesca che chiedono provvedimenti seri, immediati e concreti come la bonifica del Mar Piccolo per dare respiro e speranza al capoluogo jonico. La pesca deve continuare ad essere una risorsa per Taranto anche con sfide nuove, conclude il segretario della Flai Taranto che lancia alle istituzioni locali e regionali una sfida nuova come la pesca turismo per rilanciare un settore, quello della pesca, all’interno del quale la mancanza del riconoscimento delle malattie professionali, dei lavori usuranti, dell’applicazione del Testo Unico  sulla sicurezza e non per ultimo, l’assenza di un ammortizzatore sociale strutturato, fanno di questo antico mestiere, uno tra quelli meno tutelati e con minor diritti  nel nostro Paese.
Il documentario sul prodotto più rappresentativo del capoluogo ionico e della sua cultura marinara da oltre mille anni continua a ricevere centinaia di visualizzazioni che ci rendono orgogliosi non solo di annoverare la cozza come simbolo gastronomico di Taranto, ma anche di aver contribuito a far entrare negli oscar del giornalismo chi ha saputo raccontare un settore produttivo, le sue difficoltà e le speranze della sua rinascita attraverso un viaggio nelle acque meravigliose del nostro splendido mare.